"L'eredità e il diritto di successione"

Una revisione completa della successione per una vera e propria cultura del valore della persona
UNA RIFORMA UMANISTA DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ

A seguito degli sconvolgimenti dell’organizzazione socio-economica dei paesi dell’Est e della scomparsa dei regimi collettivisti, il sistema capitalista, così come applicato ai nostri tempi e anche se a sua volta oggi mal gestito, tende a presentarsi come l’unico modello di riferimento. Bisogna pertanto opporgli una nuova sfida di società per renderlo più giusto e più conforme ai Diritti dell’Uomo. Uno dei modi per riuscirci è di applicare una riforma umanista del Diritto di Proprietà.
Questa affermazione sorprenderà perchè il diritto di proprietà è attualmente percepito come un diritto inviolabile. La proprietà individuale in particolare, è effettivamente uno dei complementi al diritto alla libertà: libertà d’impresa, libertà di creare, libertà di godere dei frutti dei propri sforzi. Inoltre, il rispetto di questo diritto porta ad una più grande efficacia economica come la nostra storia recente mostra. È' così che i vecchi paesi collettivisti, malgrado le loro speranze, non hanno mai raggiunto il ritmo di sviluppo desiderato poichè, sopprimendo la libertà d’impresa, si altera la capacità di creazione e di adattamento dell’individuo.
Al contrario, il diritto di proprietà in eccesso, amplifica le disuguaglianze sociali e si scontra spesso con il nostro senso di uguaglianza. L’ingiustizia diventa particolarmente acuta allorchè l'accumulazione di capitale, frutto della proprietà privata, non dipende più dalle capacità creatrici dell'individuo e dal suo spirito di iniziativa, ma da vantaggi legati alla trasmissione ereditaria. Così si perpetua il potere del denaro, fonte di disuguaglianza pregiudizievole per le buone relazioni umane.
Ecco perchè conviene riformare il diritto di proprietà, per consentire un funzionamento più armonioso della nostra società.
Riformare il diritto alla proprietà, per un funzionamento più armonioso della società
LA RIFORMA PROPOSTA
Essa risponde a tre obiettivi:
1) Facilitare l'accesso di tutti al capitale produttivo. 
2) Consentire ad ogni individuo di poter continuare ad arricchirsi e accumulare in vita la ricchezza proveniente dal suo lavoro. 
3) Limitare tuttavia la trasmissione ereditaria del patrimonio.
In questo contesto: 
- conserviamo per ogni individuo il diritto di lasciare in eredità ai suoi discendenti la sua casa con i beni annessi (mobili, oggetti d'arte o collezioni), perché sono dei beni carichi di valore emotivo e sentimentale; 
- ma escludiamo da questa trasmissione tutti i beni di produzione, cioè quelli che attribuiscono al possessore un potere economico o finanziario (investimenti immobiliari, fondi di commercio, titoli societari, diritti letterari, scientifici, artistici).
La trasmissione ereditaria torna alla collettività 
Così, tutti i beni esclusi dalla trasmissione ereditaria ritorneranno alla collettività. Tuttavia, lo Stato si vieta di assicurarsene la gestione. Inoltre, dovrà obbligatoriamente cedere il diritto di godimento ai candidati migliori offerenti, persone fisiche o giuridiche, a seguito di una procedura d'asta. Questi allora beneficeranno di un contratto d'uso di durata molto lunga, da 7 a 49 anni, a seconda dei beni in questione e la scelta dei proprietari. Questo contratto consentirà loro di godere dei beni e persino di venderli, ma non più trasmetterli in eredità. In contro parte, pagheranno alla comunità un compenso annuale stabilito dall'asta.
Senza entrare nelle modalità giuridiche dell'operazione, precisiamo che questi contratti rientrino nello spirito dei contratti di leasing ma sono conclusi in questo caso non con una banca, ma con lo Stato. Così, se ognuno mantiene la libertà di fare impresa e accumulare ricchezze durante la sua vita, in funzione delle sue capacità di iniziativa e di successo, tutto è rimesso in questione ad ogni nuova generazione. In questo modo, si evita l'accumulo indefinito del capitale, che consente di aprirne l'accesso al maggior numero. In questo modo, si stimolano i comportamenti che tendono a privilegiare il godimento sul possesso, senza tuttavia ritornare al collettivismo di Stato.